BIOPHILIC DESIGN: come e perché riportare la natura nei nostri edifici pubblici e privati

Alessandro RudellinARCHITETTURA, CULTURA, DESIGN, ILLUMINAZIONE, LED LIGHTING, LIGHT, LIGHTING, LUCE E DESIGN, MONDO, ONLIGHTING

Questo breve post, il quale non è che un estratto di concetti basati sul lavoro di Dirk Wynants, designer presso la DWDW e a capo della EXTREMIS, è per tutti coloro interessati a migliorare la propria qualità della vita sia nei luoghi di lavoro, sia in quelli privati.

Prima di intercettare questo nuovo concetto, francamente non avevo mai sentito parlare di BIOFILIA e mi sono incuriosita. In parole povere, googlando, il termine “biofilia” letteralmente significa “passione per la vita”, in senso lato “amore per la vita”. Tale termine fu coniato per la prima volta da Erich Fromm per descrivere la tendenza psicologica ad essere attratti da tutto ciò che è vivo e vitale. Riportando quindi questo concetto sul design contemporaneo, Dirk Wynants sostiene che dopo anni passati a rinchiuderci in spazi belli e puliti ma senza anima, vi è oggi, (e soprattutto in questo periodo di pandemia senza fine n.d.a) un crescente ed estremo bisogno che nei nostri luoghi quotidiani ci si possa riconnettere con la natura.

Ovviamente non è un semplice riempire di piante la propria abitazione o una carta da parati con effetti “jungle”.
Le linee guida di tale tendenza del design spiegano bene che cos’è, per quale motivo ne abbiamo bisogno e come possiamo utilizzarlo nel nostro quotidiano. Ora, per avere una conoscenza più approfondita e completa sull’argomento, vi invito alla lettura del documento in pdf.

Vorrei focalizzarmi invece su qualche spunto interessante in riferimento all’utilizzo della luce. Quest’ultima va sempre pensata in modo che la sua presenza sia dinamica e diffusa: occorrerebbe utilizzarla tenendo ben presente di stimolare i nostri occhi con “giochi” di luci e ombre di diversa intensità a seconda delle ore del giorno e della notte. Altri spunti di ispirazione potrebbero essere il mantenere o addirittura valorizzare la luce naturale all’interno dell’edificio da progettare, tenendo presente che maggiore la luce naturale, maggiori sono i benefici psico-fisici sugli individui.

Altro punto è non distribuire la luce in modo uniforme all’interno di un unico spazio. Ma nemmeno creare troppa difformità nell’intensità della luce, in quanto provoca disagio visivo; il cosiddetto “effetto abbagliamento” assolutamente da evitare. Si potrebbero installare luci con effetti modulabili, scenari luminosi differenti, tanto da creare atmosfere diverse dipendentemente dall’utilizzo che se ne fa dello spazio in cui ci si trova, in determinati momenti della giornata.

Last but not least i giochi di luci e ombre attraggono sempre l’attenzione innescano in noi l’innata curiosità dell’andare a cercare, dello scoprire. Ecco che allora la luce aiuta in modo fondamentale a creare uno stato di benessere nella propria quotidianità.

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